ISTIOCITOSI A CELLULE DI LANGERHANS CUTANEA ACQUISITA A LOCALIZZAZIONE PERIORALE

Khedim N., Hali F., El Fatoiki F.Z., Chiheb S.
Department of Dermatology’s Diseases, CHU Ibn Rochd Casablanca, Morocco

Parole chiave: istiocitosi, cellule di Langerhans, cute, bocca.

Abbreviazione: ICL = istiocitosi a cellule di Langerhans.

Caso clinico. Una bambina di 11 anni giunge all’osservazione per la presenza di lesioni nodulari asintomatiche della regione periorale datanti da qualche settimana. La storia familiare e personale non evidenziano episodi rilevanti. L’esame dermatologico (Fig. 1) mette in evidenza lesioni papulo-nodulari prevalentemente sul labbro superiore, ma anche sul labbro inferiore e in vicinanza del solco naso-genieno sinistro. La lesione più grossa sull’emilabbro superiore sinistro ha un diametro massimo di 2 cm; le lesioni hanno un colorito roseo, sono erose e crostose in alcuni punti, hanno una superficie irregolare, in alcuni casi verrucosa; alla palpazione le lesioni hanno consistenza dura, non sono dolenti e sono mobili sui piani profondi. È presente adenopatia di 1,5 cm di diametro anteriormente alla ghiandola sottomascellare sinistra. Non si evidenziano alterazioni degli altri organi. Nell’impossibilità di una diagnosi clinica si procede alla biopsia di una lesione cutanea e del linfonodo. L’es. istologico della lesione cutanea evidenzia un nodulo ulcerato (Fig. 3) costituito prevalentemente da linfociti e da grandi cellule istiocitarie con nucleo reniforme a cromatina lassa e abbondante citoplasma eosinofilo (Fig. 3, riquadro). All’immunoistochimica le cellule istiocitarie sono positive per S-100 e CD1a (Fig. 4). La biopsia del linfonodo evidenzia linfoadenite reattiva aspecifica senza segni di neoplasia. I dati clinici istologici portano alla diagnosi finale di istiocitosi a cellule di Langerhans acquisita cutanea. La consulenza onco-ematologica pediatrica conferma l’interessamento esclusivamente cutaneo. Le lesioni cutanee vengono trattate con corticosteroidi topici e nei mesi successivi regrediscono lasciando degli esiti cicatriziali (Fig. 2). Dopo un anno dalla prima osservazione non ci sono lesioni cutanee nuove e non si evidenzia interessamento degli altri organi. Si programma ulteriore monitoraggio dermatologico e oncoematologico.

Fig. 1: ICL acquisita cutanea con lesioni periorali papulo-nodulari.

Discussione. L’ICL è una neoplasia infiammatoria costituita da cellule derivate da precursori midollari, che presentano di solito mutazioni della via di segnalazione MAPK (1). Lo spettro dell’ICL è estremamente ampio andando da un’unica lesione che interessa un solo organo, in genere l’osso o la cute, a lesioni generalizzate multisistemiche. Anche la prognosi della malattia è estremamente variabile andando dalla risoluzione spontanea in pochi mesi nelle forme che interessano un solo organo alla morte in poche settimane nelle forme multisistemiche con disfunzione d’organo.
Secondo alcuni Autori (1) le forme di ICL ad alto rischio originerebbero da una mutazione somatica di un progenitore ematopoietico, mutazione che sarebbe quindi presente anche nelle cellule ematiche e midollari, mentre le forme a basso rischio originerebbero da una mutazione somatica di un precursore dendritico presente in un tessuto periferico, per esempio la cute, e quindi la mutazione sarebbe presente solo in quel tessuto periferico.
Le lesioni cutanee, frequentemente presenti nell’ICL, sono state in passato considerate un segno di prognosi sfavorevole perché si aggiungevano di solito all’interessamento viscerale e stavano a significare una maggiore estensione della malattia. La scoperta di forme di ICL esclusivamente cutanee (3) ha cambiato il significato prognostico di tali lesioni nell’ICL. Si è così affermato il concetto che alla pari delle ICL che interessano solo l’osso, anche quelle che interessano solo la cute possono rimanere localizzate nel tessuto di partenza e possono regredire spontaneamente.
In presenza di lesioni cutanee di ICL né l’istologia, né l’immunoistochimica sono in grado di dare indicazioni sulla benignità o malignità di quella ICL. La mancanza di sintomi a carico di altri organi e la negatività delle indagini di laboratorio parlerà a favore di una prognosi favorevole. Ma in caso di lesioni cutanee anche il dermatologo è in grado di predire una prognosi favorevole. A indicare una prognosi favorevole sarà lo scarso numero di lesioni, la loro distribuzione in sedi non seborroiche, il loro polimorfismo e anche, da un punto di vista anamnestico la loro presenza alla nascita; non sono invece indicative di benignità la mancanza di ulcerazione e le piccole dimensioni delle lesioni (2). In base a questi criteri la forma più benigna è certamente l’istiocitoma a cellule di Langerhans cutaneo isolato congenito; la forma di Hashimoto-Pritzker congenita ha quasi sempre una prognosi benigna; l’ICL acquisita che esordisce soltanto con lesioni cutanee ha una prognosi meno prevedibile: alcune di queste forme regrediscono spontaneamente, altre vanno verso la forma multisistemica.
Nel caso attuale a favore di una prognosi favorevole sta lo scarso numero di lesioni che non sono distribuite in sedi seborroiche, ma l’insorgenza a 11 anni deve consigliare un attento monitoraggio. D’altro canto forme autorisolutive esclusivamente cutanee sono state descritte sia pure eccezionalmente nell’adulto e nell’anziano, in quest’ultimo talora in sede periorale (4) come nell’attuale caso.

Conclusione. L’attuale caso è stato descritto per sottolineare le difficoltà nello stabilire la prognosi dell’istiocitosi a cellule di Langerhans acquisita esclusivamente cutanea e per la rarità della localizzazione periorale.

Conflitti d’interesse
Gli Autori dichiarano l’assenza di conflitti d’interesse.

Corrispondenza a: Nesrine Khedim
Department of Dermatology’sDiseases
CHU Ibn Rochd Casablanca
1, Rue des Hôpitaux Casablanca
e-mail: khedimnesrine@gmail.com

Bibliografia
1) Berres M-L., Lim K.P.H., Peters T. et Al. 2014. BRAF-V600E expression in precursor versus differentiated dendritic cells defines clinically distinct LCH risk groups. J. Exp. Med. 211 (4): 669-83.
2) Bonifazi E., Milano A. 2015. Histiocytoses. Eur. J. Pediat. Dermatol. 25 (1): 27-52. 10.26326/2281-9649.25.1.1088.
3) Hashimoto K., Pritzker M.G. 1973. Electron microscopic study of reticulohistiocytoma. Arch. Dermatol. 107 (2): 263-70.
4) Subramaniyan R., Ramachandran R., Gnanasekaran Rajangam G., Donaparthi N. 2015. Purely cutaneous Langerhans cell histiocytosis presenting as an ulcer on the chin in an elderly man successfully treated with thalidomide. Indian Dermatol. Online J. 6 (6): 407-9.

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